Siamo un gruppo di professionisti che si occupano della abilitazione, riabilitazione ed assistenza di bambini ed adulti, sotto diversi punti di vista.
Collaboriamo fra di noi per creare una rete di servizi da offrire, alla singola persona o al nucleo familiare, che siano il più idonei possibili alle sue esigenze.
Inseriti nel contesto territoriale, fin da quando siamo partiti con questo progetto, abbiamo cercato di creare una rete di collaborazioni con diversi enti della realtà tortonese, volti anche ad offrire servizi di in-formazione e prevenzione per la popolazione della città e dei paesi limitrofi.

Ad oggi l'equipe è costituita da cinque professionisti con diverse specificità:

La Dott.ssa Benedetta Casareto, logopedista, si occupa di osservazione e valutazione, abilitazione e riabilitazione logopedica del bambino e dell'adulto con disturbi della sfera comunicativa, del linguaggio, dell’apprendimento e della deglutizione.

La Dott.ssa Eleonora Dax, psicologa, si occupa di osservazione e valutazione psicologica, consulenza e supporto psicologico in momenti cruciali della vita che generano disagio, valutazione ed eventuale potenziamento dei pre-requisiti per l’apprendimento scolastico, trattamento dei disturbi specifici di apprendimento (DSA) e delle difficoltà scolastiche.

La Dott.ssa Alessandra Mafferra, psicologa e psicoterapeuta cognitivo comportamentale, Si occupa di osservazione e valutazione psicologica, consulenza e supporto psicologico in momenti cruciali della vita che generano disagio, valutazione ed eventuale potenziamento dei pre requisiti per l’apprendimento scolastico, trattamento dei disturbi specifici di apprendimento (DSA) e delle difficoltà scolastiche, psicoterapia in età evolutiva (bambini e adolescenti) e adulta.

Il Dott. Enrico Ponta, biologo nutrizionista, si occupa di alimentazione preventiva ed antinfiammatoria, di sindrome della permeabilità intestinale, di nutrizione sportiva nel adulto e nel adolescente.

La Dott.ssa Marta Salvio, terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva, si occupa di disturbi e ritardi dello sviluppo psico-motorio del bambino, disturbi specifici dell'apprendimento (DSA), disturbi dello spettro autistico e disturbi neuro-motori.

ds 1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ds2

 

sportello ascoltoUno spazio, totalmente gratuito, dedicato a tutti coloro che avessero dubbi o perplessità inerenti a varie difficoltà e disturbi dell'età evolutiva.

Nato come sportello per i D.S.A. ma modificato in punto d'ascolto per tutti coloro che avessero bisogno di un consiglio professionale su qualsiasi problematica dei bambini con cui si relaziona quotidianamente.

Questo servizio offre un'opportunità di confronto a genitori, insegnanti, nonni, educatori e care givers.

Per info e prenotazioni contattaci qui

Il trattamento abilitativo è un intervento clinico, personalizzato e tarato sulle caratteristiche del bambino, che consiste nel lavoro sulle abilità di lettura, scrittura e calcolo, dsa 15particolarmente compromesse in uno studente con DSA. Si pone l’obiettivo, attraverso interventi sistematici, di migliorare le competenze dell’alunno con dislessia, discalculia, disortografia e disgrafia, in modo da favorire la sua autonomia. Comprende inoltre un lavoro sull’autostima e sulle componenti emotivo- motivazionali. Il trattamento fa parte di un progetto riabilitativo stilato da un professionista clinico (ad es. neuropsichiatra infantile o psicologo-psicoterapeuta), con l’eventuale collaborazione di altre figure esperte nel campo (ad es. logopedista e T.N.P.E.E.) e va condiviso con la famiglia. E’ importante, ai fini dell’efficacia del trattamento, che sia l’alunno, sia i genitori abbiamo buona motivazione e disponibilità a sottoporsi ad esso. Per favorire il successo scolastico dell’alunno è fondamentale il lavoro sinergico e di rete tra clinici, famiglia e insegnanti.

dsa 14L’obiettivo del tutoraggio è condurre il soggetto all’autonomia nello svolgimento dei compiti scolastici, instaurando una sempre maggiore e crescente autostima nell’individuo. Il tutor è uno specialista, che ha competenze approfondite a livello neuropsicologico dei disturbi del neurosviluppo, conosce le diverse modalità di apprendimento, memorizzazione e comprensione. Non si deve confondere il tutoraggio con delle semplici ripetizioni, in quanto il tutor è una figura specializzata, con una specifica formazione e ha acquisito degli strumenti e delle modalità di apprendimento diverse per tipologia di disturbo specifico, queste competenze lo agevoleranno nell’approccio con il bambino durante le ore dedicate ai compiti e allo studio.


Cosa fa il Tutor Specializzato?
Il tutor individua le modalità di apprendimento maggiormente idonee per il soggetto. Fornisce tecniche e strategie per apprendere in minor tempo e impiegando meno sforzo possibile, utilizzando modalità globali e intuitive. Il tutoraggio è idoneo e adatto sia a soggetti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento e dell’Attenzione, sia per chi ha difficoltà nell’approcciarsi allo studio e ai compiti. Il tutor interviene come consulente tra la scuola e la famiglia del bambino/adolescente, fornendo strategie di supporto da generalizzare nell’ambiente scolastico e nell’ambiente domestico; ciò rinforza quello che viene appreso negli incontri e crea, soprattutto, un equipe di supporto intorno al soggetto.

dsa 13

Il potenziamento cognitivo è costituito dall’insieme degli interventi volti a favorire e promuovere l’acquisizione e il normale sviluppo di una funzione non comparsa al meglio.
Esso è rivolto a bambini e adolescenti che presentano difficoltà scolastiche.
Il concetto di potenziamento cognitivo affonda le radici nella letteratura sull’intelligenza potenziale. Esso mira a valorizzare il potenziale (capacità interne), di cui si è spesso inconsapevoli e a favorire l’apprendimento di abilità assenti nel repertorio comportamentale e cognitivo del soggetto.
L’intervento di potenziamento cognitivo riguarda:

  • le funzioni esecutive (attenzione, controllo degli impulsi, memoria di lavoro, pianificazione e risoluzione dei problemi), che possono essere compromesse in bambini/ragazzi con difficoltà scolastiche e/o Disturbi Specifici dell’Apprendimento;
  • i prerequisiti per l’apprendimento di letto scrittura e matematica la cui acquisizione è necessaria per l’ingresso nella scuola primaria;
  • le strategie di studio efficace per alunni e studenti al fine di prevenire l’insuccesso scolastico e favorire lo sviluppo di autostima ed autoefficacia

Attraverso il potenziamento cognitivo la persona diventa consapevole delle proprie caratteristiche di funzionamento, acquisisce strategie o abilità alternative e diventa capace di adattarle al compito e al contesto. Tutto ciò, favorisce il successo scolastico, quindi contribuisce a sviluppare un atteggiamento motivato verso la scuola e lo studio, influenzando positivamente il senso di autoefficacia e l’autostima. E’ fondamentale la comunicazione e il contatto con la scuola e la famiglia al fine di sviluppare un lavoro di rete sinergico che aiuta lo studente a 360 gradi.

Martedì, 28 Gennaio 2020 12:05

Interventi

Scritto da

dsa 12Nel momento in cui giunge una diagnosi ufficiale e si ottiene la certificazione di DSA, la scuola è tenuta ad attivare le protezioni previste dalla legge 170/2010, quali cioè l’uso degli strumenti compensativi e dispensativi, una metodologia didattica individualizzata e personalizzata, più tempo per compiti e verifiche. Ma per il bambino tutto ciò non basta, è necessario che vengano attivati quegli interventi comunemente chiamati di riabilitazione ma più propriamente definiti con il termine "abilitazione". Sin dall'individuazione di una difficoltà di apprendimento è necessario intervenire precocemente. Attraverso percorsi di potenziamento è possibile recuperare le difficoltà di apprendimento. Tali interventi sono individualizzati e personalizzati sulla base delle caratteristiche del bambino o del ragazzo e mirano a recuperare le difficoltà di apprendimento, promuovere le abilità, compensare le difficoltà, valorizzare i punti di forza di ogni bambino, attivare le risorse e le strategie personali. Sia il trattamento abilitativo (che si propone in seguito a diagnosi di DSA) che il potenziamento cognitivo (che si propone in caso di difficoltà di apprendimento), non di limita solo all’allenamento delle abilità di scrittura, lettura e calcolo, ma comprende interventi integrati quali sostegno all’autostima e alla motivazione, training dell’attenzione, metodo di studio, potenziamento della comprensione, della metacognizione. Questi interventi prevedono il coinvolgimento attivo degli insegnanti e dei genitori del bambino o del ragazzo. È fondamentale il sostegno puntuale e continuativo tra specialista, famiglia e insegnanti.
I servizi offerti presso il nostro studio sono:
Potenziamento cognitivo –didattico;
Tutor specializzato nel supporto e nella gestione dei compiti;
Trattamento abilitativo per studenti con diagnosi di DSA.

dsa 11

La legge 170/2010 riconosce e definisce Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia. Persegue le finalità di favorire il successo scolastico, attraverso misure didattiche di supporto, ridurre i disagi relazionali ed emozionali degli studenti con DSA e sensibilizzare insegnanti e genitori alla tematica. Ribadisce inoltre che a partire dalla scuola dell’infanzia i docenti sono tenuti ad attivare interventi idonei ad individuare casi sospetti di DSA e a seguito della diagnosi e certificazione, gli studenti hanno diritto a forme di didattica flessibile, con uso di strumenti compensativi e misure dispensative, senza ricorrere all’insegnante di sostegno.

dsa 10La valutazione e la diagnosi di Disturbo Specifico dell’Apprendimento e dei disturbi più spesso compresenti (disturbi del linguaggio, dell’attenzione e dell’iperattività, della coordinazione motoria, psicopatologici e altri), oltre che dei Disturbi Aspecifici di Apprendimento, si sviluppano in un percorso che necessita di competenze altamente specialistiche, coordinate tra loro. In particolare, è necessaria la somministrazione di test atti ad indagare non solo le abilità strumentali di lettura, scrittura e calcolo, ma anche la funzionalità dei processi cognitivi (intelligenza generale, memoria, attenzione, linguaggio, percezione e abilità prassiche).
L’intero processo valutativo coinvolge in modo multidisciplinare le seguenti figure professionali: neuropsichiatra infantile, psicologo, logopedista e terapista della neuropsicomotricità dell’età evolutiva (T.N. P. E. E.)
Lo Psicologo inizia il processo valutativo. Il primo incontro riguarda un colloquio di raccolta anamnestica con i genitori, in cui vengono analizzate le problematiche presentate e raccolte informazioni riguardanti le tappe dello sviluppo e la storia scolastica e familiare. Successivamente vengono valutati l’efficienza intellettiva, le funzioni cognitive di base (memoria, attenzione, prassie) e approfondite le conoscenze sugli apprendimenti attraverso strumenti standardizzati riguardanti:
LETTURA: lettura di brano (secondo i parametri di correttezza e di rapidità), lettura parole e non parole (secondo i parametri di correttezza e di rapidità);
COMPRENSIONE: lettura di Brano;
SCRITTURA: componente ortografica e grafica;
CALCOLO: competenze di cognizione numerica, di transcodifica numerica, recupero dei fatti aritmetici, le capacità di calcolo mentale e scritto.

Se necessario per età e scolarità, viene condotta dalla logopedista una valutazione specifica relativa al linguaggio, durante la quale vengono presi in esame i prerequisiti meta-fonologici e la comprensione morfo-sintattica attraverso gli opportuni test. In base alle risultanze di questo primo assessment clinico-funzionale, in presenza di deficit prestazionali, si procede, in accordo con la famiglia, ad approfondimento attraverso la visita del Neuropsichiatra Infantile per valutare l’integrità delle funzioni neurologiche e sensoriali del bambino, al fine di un corretto inquadramento diagnostico.
Al termine della valutazione, dopo la discussione dei risultati emersi in coordinazione con i professionisti coinvolti, si effettua una definizione diagnostica e viene stesa una relazione finale che verrà consegnata ai genitori durante il colloquio di restituzione. In particolare per la regione Piemonte, tale relazione deve essere consegnata dalla famiglia presso l’ASL di competenza, ai fini della certificazione dei Disturbi Specifici di Apprendimento e ricevere indicazioni riguardanti il Piano Didattico Personalizzato (PDP) che verrà utilizzato a scuola. Viene programmato successivamente un incontro con gli insegnanti, previo consenso della famiglia, al fine di restituire l’esito della valutazione e supportare nella scelta di eventuali strumenti compensativi e misure dispensativi.

Difficoltà di apprendimento

dsa 1Alcuni bambini e ragazzi nel corso della loro carriera scolastica possono incontrare momenti di particolare difficoltà ad acquisire nuove conoscenze e competenze. Basse prestazioni possono essere spiegate da fattori non specifici dell’apprendimento come una bassa competenza cognitiva, oppure da una o più difficoltà emotive o da problemi comportamentali. È fondamentale chiarire la differenza tra il termine difficoltà di apprendimento che fa riferimento a una qualsiasi generica difficoltà incontrata dallo studente in ambito scolastico, e il termine disturbo specifico dell’apprendimento, il quale sottende la presenza di un deficit più severo e specifico, di origine neurobiologica, che viene indagato e verificato attraverso un procedimento clinico-diagnostico.. Una delle differenze fondamentali tra Disturbo Specifico di Apprendimento e difficoltà di apprendimento è che quest’ultima è facilmente modificabile attraverso interventi di potenziamento mirati, ciò vuol dire che lo studente migliora velocemente a seguito di un allenamento specifico sulle abilità compromesse. In presenza di un DSA, la compromissione dell’apprendimento, a causa del deficit neurobiologico, migliora con più difficoltà, pertanto richiede un trattamento abilitativo specialistico, che si pone gli obiettivi di intervenire sulle abilità di lettura, scrittura e calcolo, lavorando anche sugli aspetti cognitivi, emotivi e motivazionali.

 

Disturbo specifico dell'apprendimento

I DSA, Disturbi Specifici dell’Apprendimento, nelle loro diverse espressioni, fanno parte della ampia gamma dei Disordini Evolutivi.
Le caratteristiche fondamentali dei Disturbi Specifici di Apprendimento sono:dsa 2
1. specificità: la compromissione deve riguardare uno o più specifici domini di abilità, ovvero le abilità strumentali connesse all’apprendimento quali lettura, scrittura, calcolo, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. Si affianca a questo la necessità di escludere la presenza di disturbi sensoriali, neurologici e relativi alla sfera emotiva, ma anche di situazioni ambientali di svantaggio socio-culturale che possono interferire con un'adeguata istruzione;
2. discrepanza fra abilità nel dominio specifico interessato, che risulta essere carente rispetto alle attese per l’età e/o la classe frequentata e l’intelligenza generale che è invece adeguata all’età cronologica;
3. l’essere “evolutivo”: la compromissione, deve riguardare lo sviluppo, si manifesta cioè in età evolutiva e deve essere stata presente durante i primi anni di scolarizzazione e non acquisita più tardi nel corso del processo educativo;
4. la compromissione deve essere statisticamente significativa: i risultati ai test standardizzati devono essere inferiori ad un certo valore (-2 deviazioni standard per la misura della rapidità e inferiori al 5° percentile per la misura della correttezza).

Disturbo specifico della lettura (Dislessia Evolutiva)

dsa 3Il disturbo della lettura è un disturbo specifico che viene considerato nelle componenti di decodifica del testo cioè la fluenza (velocità) della lettura e la correttezza. Il soggetto dislessico presenta una particolare difficoltà a riconoscere e discriminare i segni alfabetici contenuti nelle parole, ad analizzarli in sequenza e a orientarsi sul rigo da leggere. I bambini con dislessia hanno difficoltà nella lettura, poiché percepiscono il testo in modo diverso da quello in cui normalmente è scritto, ad esempio con caratteri mancanti o invertiti. Per porre diagnosi di dislessia, è necessario attendere la fine della seconda classe primaria.

 

Disturbo specifico della scrittura (Dsortografia Evolutiva)dsa 4

La disortografia è un disturbo specifico dell’apprendimento che riguarda la competenza ortografica. Il soggetto disortografico presenta una significativa difficoltà nel trasformare le parole udite in parole scritte. Si tratta di un disturbo che si traduce in difficoltà nella composizione di testi scritti. Quello che si osserva è una particolare lentezza nella composizione di testi scritti e la presenza di numerosi errori. L’età minima per porre diagnosi di disortografia è la fine della seconda classe primaria.

 

dsa5Disgrafia

La disgrafia è un disturbo specifico di Apprendimento che si manifesta con una significativa difficoltà nella realizzazione dei grafemi (caratteri dell'alfabeto), dunque una problematica di natura motoria. I bambini disgrafici mostrano una scrittura illeggibile, sia da se stessi che dagli altri e poco fluente. Tali difficoltà sono evidenti nei compiti di copiatura, dettato e scrittura spontanea. Per porre diagnosi di disgrafia bisogna attendere la fine della seconda classe primaria.

 

Disturbo specifico del numero e/o del calcolo (Discalculia Evolutiva)dsa 6

La discalculia evolutiva è un disturbo specifico dell'apprendimento che impedisce a soggetti di raggiungere adeguati livelli di rapidità e di correttezza in:

  1.  operazioni di calcolo (calcolo a mente, anche molto semplice, operazioni in colonna, memorizzazione di fatti aritmetici come le tabelline);
  2. processamento numerico (enumerazione avanti ed indietro, lettura e scrittura di numeri, giudizi di grandezza tra numeri);
  3. procedure esecutive di calcolo.

L’età minima per porre diagnosi di discalculia è la fine della terza classe primaria.

 

Altri disturbi (Aspecifici) di apprendimento

I Disturbi aspecifici di Apprendimento sono delle condizioni di difficoltà che si manifestano indipendentemente dalla presenza di disabilità specifiche della lettura, scrittura o del calcolo. Tali condizioni riguardano il Disturbo di Comprensione del Testo (DCT), il Disturbo Non Verbale (DaNV) e il Disturbo di Soluzione di problemi (DSP).

 

dsa 7Disturbo di comprensione del testo
Il disturbo di comprensione del testo si manifesta con una significativa difficoltà nel comprendere ciò che si legge, in presenza di buone competenze di lettura e adeguate abilità cognitive generali.

 

Disturbo di soluzione di problemi aritmetici (DSP)

Gli studenti con Disturbo di Soluzione di Problemi Aritmetici hanno buone abilità di calcolo, sia mentale che scritto, oltre ad un buon livello cognitivo generale, ma presentano forti difficoltà nei processi di ragionamento utili alla soluzione di problemi aritmetici.

 

dsa 9Disturbo non verbale (DaNV)

Il Disturbo non verbale si manifesta con significative difficoltà nella memoria di lavoro visuospaziale. Gli studenti con disturbo non verbale manifestano forti cadute nelle aree disciplinari a forte contenuto visuospaziale come le scienze (relativamente alla comprensione di grafici, tabelle), la geografia (per quanto concerne l’abilità di orientarsi sulla cartina geografica), nel disegno (relativamente alla rappresentazione di rapporti spaziali), nella geometria (in merito al riconoscere ed analizzare le figure geometriche)

Pagina 1 di 3